(As if to nothing)
http://www.youtube.com/watch?v=C2d3_qbhKBw&hl=it
..forse leggere Moby Dick sara’ come sfogliare onde..ogni pagina un assalto, piu’ alta di me, ingovernabile, imprevedibile..sai solo che ti devi lanciare dentro, a capofitto, prima che sia lei a travolgerti..correre dentro il pericolo..la paura..finche’ il turbine di pietre sabbia e sale ti avra’ scaraventata scomposta gambe all’aria sulla riva..
Forse talvolta avra’ la delicatezza e la tranquillita’ del mare al mattino..aereo..sospeso..quasi stupito della sua leggerezza, di tanta chiarezza..assorto in se’ stesso..accogliente..
Altre, sara’ solo lucentezza che gli occhi faticheranno a trattenere, ad assorbire..dovranno chiudersi, come quando per l’emozione si fanno raccolti, e due sponde distanti si conoscono per piu’ di un istante-palpito, per meno di un sonno inconsapevole..Come quando ti ritrovi davanti ad un pensiero, ad una considerazione illuminante, rincuorante(..perche’ porta dentro di se’ l’immensita’ di un tassello di puzzle finalmente coincidente..)..che fa affiorare dentro un senso di momentanea completezza..
E quando arrivera’ la balena, bianchissima, immensa..cosa proverai? Saprai coglierne il significato? Riuscirai a decifrare il perche’ della caccia, il perche’ di tanto tempo passato a cercarla..il perche’ di una perseveranza tanto incrollabile?
..Ricordo che tempo fa mi sono avvicinata a quel mare..vestita, ho assaggiato quanto calore, quanto freddo mi aspettasse una volta ceduti gli abiti alla sabbia..
“..MIRAGGI..qualche anno fa..pensai di mettermi a navigare per un po’..faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione. Ogniqualvolta mi accorgo di mettere il muso; ogniqualvolta giunge sull’anima mia un umido e piovoso novembre; ogniqualvolta mi sorprendo fermo, senza volerlo, dinanzi alle agenzie di pompe funebri o pronto a far da coda ad ogni funerale che incontro; e specialmente ogniqualvolta l’umor nero mi invade a tal punto che soltanto un saldo principio morale puo’ trattenermi dall’andare per le vie col deliberato e metodico proposito di togliere il cappello di testa alla gente – allora reputo sia giunto per me il momento di prendere al piu’ presto il mare...”
..Non si e’ mai identici quando si guarda alle cose..qualche volta sembra di non averle mai davvero guardate, di essere stati miopi fino a quel momento, per un tempo imprecisabile, incalcolabile..e poi un giorno le osservi e loro sono li’, identiche a prima, eppure molto piu’ luminose,e di incredibile bellezza..(bellezza Commovente: vecchio in piedi davanti al mare.occhi blu consunti, come mani incallite.sorriso biancheggiante.un corpo che le sirene non cercano piu’ di sedurre.bellezza Violenta: sferzata di vento indocile che acceca la vista di detriti.corpi estranei.ospiti che non si possono rifiutare perche’ non aspettano alcun invito per suonare il campanello..)..
Un sorriso che ieri non lasciava impronte nell’aria domani potrebbe essere il piu’ familiare che tu abbia mai incontrato. Un libro chiuso, riluttante e spigoloso, che ti spinge lontano..domani..le sole pagine che vorresti mai conoscere..per capire il perche’ degli spigoli, per accarezzarli..per sciogliere i nodi di ogni ricciolo scuro di dolore e rabbia, e sentirne l’abbandono tra le dita..
I silenzi..tra le pagine di Moby Dick ci saranno silenzi?..il mare fa silenzio?..si’, a volte ne avverti appena il respiro..altre e’ solo wild roar of tempest..ROAR..come una tigre che spalanca la bocca..R O A R ..fa proprio cosi’..e assorda..si inghiotte le altre grida, ogni tumulto resta spiaggiato..e si fa sempre piu’ distante, piu’ misero, piu’ inutile..impotente..indifeso..Ma sa fare anche silenzio..la notte..la notte e’ la riva a parlare, a stabilire il confine, l’inizio e la fine..la notte vigila il sonno dell’animale..la notte fa sccccccccc dito sulle labbra occhi appuntiti ammonitori “non disturbare, fa piano, piu’ piano, non lo svegliare..”..la notte lavora a maglia e lo guarda..la notte veste un abito leggero e coi piedi screpolati ritma una danza muta, lei bianca, lui nero..forse la vedra’, forse continuera’ a dormire..
..ma i silenzi acuminati a cui siamo addestrati cosi’ bene noi, creature non d’acqua, anche se la portiamo in noi?..quelli che stropicciano i sorrisi alle foto piu’ belle, che ne sporcano il nitore?..quelli che ti lasciano tra le mani solo foto sfocate (che almeno ti lasciano in bocca il dolce di provare ad immaginare un ridere, in quella nebbia..)..e la paura nelle mani prima di scattare ancora..paura nelle dita..non forza per ulteriori autoinganni..se non immediati, prossimi..
..cosa ricordo di te?..i primi ricordi sono bolle di sapone, io che sbadiglio, tu che fingi di sbadigliare per farmi il verso..Sei giovane..sai ancora sorridere..non ti sei ancora dimenticato come si fa..non cerchi di trattenere le emozioni..a volte capita ancora..brevi istanti oltre il calcolo..l’ultimo mio ritorno a casa, ad esempio..tu ad aspettarmi tra i milioni di volti coagulati in un aeroporto, d'estate..piuttosto distante..l’espressione del tuo viso che intercetta il mio..la custodiro’.. come le sensazioni aeree dalle tue spalle quando la casa poteva dirsi nostra..ed era inondata da visi di amici, vibrante di suoni..e “Don Raffae’” rincorreva “quella faccia un po’ cosi’, quell’espressione un po’ cosi’, che abbiamo noi, che abbiamo visto Genova..”..e poi Conte si aggrovigliava a “cuccuruccuccucucucucu palooooma..”...e “il mondo grigio e blu” si impastava alle “quattro stagioni”, e poi al buon Guccio, “Fra la via Emilia e il West”..Poche canzoni a briglia sciolta nell’aria..non capivo le parole..ma le tue spalle si’..le tue spalle erano velieri, vele rigonfie di vento..erano tappeti volanti..io il capitano Nemo, Aladino..E non capivo il significato acciambellato in quel libro che non smettevi di leggermi, “la fattoria degli animali”..ma capivo le tue dita..il dolore delle nocche, identico al mio, quando cocciute tentavano di imporre una direzione e uno slancio alle biglie..(come poi alla vita..abbiamo imparato a mirare, nel frattempo?..)
Oggi quando penso alle tue spalle immagino una pressione sulle mie..la stessa pressione aerea che forse ero io per te..Ci immagino una bimbetta coi capelli cortissimi e un sorriso incastrato negli occhi..La immagino sbucciarsi i ginocchi, sporcarsi mani e vestiti, correre, ridere..Immagino i suoi occhi divorare immagini, particolari inghiottiti sbadatamente, senza volerlo..lembi di realta’, tonalita’ di colori, melodie..tutto immagazzinato, tutto accumulato nella stiva infinita e misteriosa del cuore, del pensiero..tutto a dettare un sentire unico, che a volte sprigionera’ dagli occhi..che altre rimarra’ privato..che a qualcuno forse verra’ mostrato nella sua interezza, di slancio..
A volte gli adesso e gli allora diventano lo stesso libro..da sempre dimenticato nello scaffale..ignorato, abbandonato..
* * *** * * *
sense of loss..
